Oggi sono incazzato nero. Non se ne può più di operatori di telefonia che ti chiamano agli orari più improbabili, aziende che, pur non avendole mai sentito nominare, ti invitano al loro stand in fiera, distributori di energia elettrica che in continuazione offrono nuove tariffe anche se a te, in realtà, non te ne importa nulla.

In verità, ormai, non li ascoltiamo nemmeno più. Io personalmente li liquido in due secondi con un “non sono interessato“, ma mi verrebbe da fargli un po’ di domande; innanzi tutto chiederei  ”ma chi vi ha detto che voglio ricevere questo tipo di informazioni?”  o meglio ancora “chi vi ha autorizzato a chiamarmi per delle proposte commerciali?“ o ancora ”chi vi ha fornito il mio numero telefonico? Sapete che il mio numero è concesso utilizzarlo solo per fini non commerciali?” e altre migliaia di domande. 

Per fortuna non ho tutto questo tempo e quindi mi limito ad un “non son interessato”. 

Altro discorso meritano gli spot pubblicitari. Quanti spot ricordi? 2-3 massimo, questo perché ormai siamo invasi dalla pubblicità tanto che tendiamo ad ignorarla in automatico.

Vogliamo anche parlare dei volantini nella cassetta della posta? Ce ne sono talmente tanti che non appena li vedi ti vien voglia di accendere un falò. 

Ecco, quello che voglio dire è che siamo bombardati da pubblicità invasiva, messaggi pubblicitari che ci vengono imposti. L’operatrice del call-center ci contatta mentre stiamo guardando il nostro film preferito, lo spot televisivo viene mostrato ogni 5 minuti interrompendo la trasmissione che stiamo seguendo, il volantino è talmente fastidioso nella casella di posta del condominio, che molti addirittura ci mettono una bella targhetta “No Pubblicità”. 

Tutto questo è SPAM, ossia messaggi pubblicitari imposti senza alcuna autorizzazione da parte nostra. 

Ma allora quale è uno strumento che mi permette di impostare una strategia di marketing che sia sopratutto eticamente corretta? Vuoi un esempio Pratico?

L’email Marketing (uno dei tanti). Non quello fatto su liste di contatti email acquistati, ma quello fatto su contatti email che ci hanno autorizzato ad inviare comunicazioni commerciali. (Se vuoi approfondire l'argomento puoi leggere questo articolo su come impostare correttamente una Newsletter per evitare che finisca nello spam)

L’email marketing rientra in quegli strumenti di marketing non invasivi, che inviano messaggi solo a persone che hanno dato il consenso per l’invio di materiale pubblicitario. 

In questo modo si sprecano meno soldi in marketing (uno spot in tv costa un occhio della testa, un volantino ha un costo e la maggior parte delle volte viene cestinato, un operatore di call-center, con tutta la dovuta formazione, ha un costo che al giorno d’oggi difficilmente riuscirai ad ammortizzare), e si ottiene il massimo risultato

Immagina di inviare una tua promozione ad un cliente che è li ad aspettarla, non è più semplice vendere così?

Ma quali sono i consigli da seguire per una newsletter efficace?

1- cominciamo dal mittente: bisogna utilizzare un nome di persona.

Se invii per conto di un azienda devi utilizzare un nome di persona. Esempio: se la mia azienda si chiama PincoPalla,  “Vito Torres – PincoPalla”  è sicuramente meglio di “PincoPalla”. Questo perché nomi di persona fanno registrare tassi di apertura delle email più alti

2- Oggetto: nell’oggetto devi incuriosire il tuo potenziale cliente affinché apra l’email inviatagli. 

Se scrivi semplicemente “Newsletter 28/11/2015” sicuramente le persone che apriranno la mail saranno veramente poche. Se invece scrivi “Ecco il coupon del 50% per il tuo prossimo acquisto” il tasso di apertura mail si alzerà a dismisura

3 – Contenuto: una volta aperto il messaggio, dobbiamo guidare l’utente nel processo che porta  all’azione che vogliamo. 

Innanzitutto dobbiamo capire quale è l’obbiettivo della newsletter. Vogliamo che l’utente faccia click su un link? Vogliamo che chiami un determinato numero? Vogliamo che risponda all’email? 

Ecco qualunque obbiettivo abbiamo, l’email deve dare tre risposte a tre domande che l’utente si pone ogni qual volta ne riceve una:

a) Chi mi scrive? 

b) Cosa vuole che io faccia?  

c) perché dovrei fare quello che mi chiede di fare? 

Se il nostro utente trova risposta esaustiva a queste tre domande, allora molto probabilmente compirà l’azione che ci eravamo prefissati come obbiettivo. 

Spero che anche tu abbia capito, con questo articolo, che, se sprechi ancora oggi denaro per farti pubblicità con chiamate telefoniche, spot pubblicitari in tv o anche con volantini, c’è un modo più economico ed efficace per promuoverti. 

Tutte le mie strategie di marketing non sono mai invasive e mirano a far si che sia il cliente a cercare la tua azienda e non il contrario

P.S.: non sono contrario agli spot in tv o ai volantini (alle chiamate telefoniche si pero’!) ma penso che tutti questi strumenti vadano inseriti in una strategia di marketing più complessa che comprenda diversi canali di comunicazione.


La nostra Agenzia di Comunicazione può aiutarti a capire come impostare o migliorare le tue campagne di Email Marketing.

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