La convinzione del 90% degli imprenditori è che la salvezza della propria azienda sia il marketing virale, convinti che più un prodotto è conosciuto e più è alta la probabilità di venderlo.

Succede, così, che l'imprenditore davanti a numeri di like e condivisioni esaltanti si senta soddisfatto ed arrivi a credere di aver scelto la miglior agenzia di comunicazione (o il migliore freelance).

Le domande che dovremmo porci sono due: 

1- Ammesso che riuscissi a far diventare virale un mio contenuto, un mio prodotto o un mio servizio, chi ha contribuito a farlo diventare virale sarà disposto anche ad acquistare ciò che gli propongo?

2- E, ammesso che chi contribuirà a far diventare virale il mio contenuto/prodotto/servizio sia disposto anche ad acquistare da me, come faccio a farlo diventare virale???

La risposta a queste due domande non è semplice perché:

a) Un contenuto/servizio/prodotto non nasce mai virale perché a renderlo tale contribuiscono le persone che ne parlano e lo condividono online (ma anche offline)

Ormai spopolano le agenzie che si reputano esperte di marketing virale ma un contenuto virale è un qualcosa che per definizione dovrebbe diventare tale in maniera del tutto naturale e, invece, questo spesso e volentieri non avviene perché, in realtà, i budget investiti in campagne virali sono, spessissimo, elevati.

b) Non tutti i prodotti/servizi si sposano con il marketing virale. Spesso gli imprenditori fanno a gara per trovare l’agenzia che renda i propri contenuti virali, ma prima di cercare un servizio del genere dovremmo chiederci se effettivamente il nostro prodotto si sposa col marketing virale.

C) Anche quando vuoi utilizzare il marketing virale devi sapere impostare una strategia orientata al risultato definendo:

1- Obiettivi

2- Target

3- Piano d'azione

D) Per avviare un progetto virale due elementi sono di fondamentale importanza:

1- Influencer

2- Contenuto

Gli influencer sono tutti quei personaggi che, nel mondo dei social network, riescono ad influenzare una determinata massa di persone. Si hai letto bene... "Una DETERMINATA massa di utenti".

In particolare un influencer parla ed è un esperto di un determinato settore ed è seguito da un determinato target di utenti.
Diventa fondamentale quindi saper selezionare anche quale influencer può portare un valore aggiunto alla propria azienda.
Influencer possono essere anche chi è già diventato nostro cliente e con la sua esperienza d'acquisto influenza altri acquirenti.

In particolare abbiamo 4 Livelli di Influencer:

1- I clienti (o meglio chiamati consumatori) che, dopo aver effettuato un acquisto, possono promuovere la nostra azienda affinché i loro conoscenti acquistino da noi 

2- Gli esperti: utenti che sono esperti di un determinato settore e hanno un bacino di utenza sufficientemente grande da poter riuscire a fare diventare virale un determinato contenuto all'interno della propria nicchia di mercato

3- I guru: sono quelli riconosciuti come i guru di un determinato settore e ogni parola espressa su una determinata nicchia di mercato diventa quasi matematicamente virale

4- I Vip: non hanno particolari specializzazioni, sono generalisti e non puntano ad influenzare un determinato target di utenti in compenso hanno un numero di follower molto molto elevato; inoltre risultano molto costosi - sono i classici testimonial che, di solito, non hanno nulla a che vedere con il prodotto/servizio chiamati a promuovere.

Un esempio?
Ricordi la Melegatti che qualche anno fa aveva come testimonial il cantante Valerio Scanu? Ecco, questo è un esempio di Vip, viene associato ad un brand l'immagine di un personaggio famoso che non ha nulla a che vedere con il target del brand stesso. 

Io sconsiglierei un testimonial del genere per due motivazioni principali:

1- Costa parecchio 

2- Si intercettano utenti che molto probabilmente non sono in target con il prodotto offerto (i fan di Valerio Scanu, nonostante siano un numero elevato, potrebbero non essere amanti del Pandoro)

Il contenuto invece, per ambire a diventare virale (ripeto che prima di metterlo online, nessun contenuto può essere definito tale), deve possedere determinate caratteristiche.

Ma, quali sono gli elementi che possono rendere virale un contenuto?

Elenchiamoli:

  • L'interesse per un determinato argomento
  • La notorietà dei protagonisti
  • La vicinanza ad un determinato argomento
  • L'utilità 
  • La stranezza delle informazioni 

Chi di noi non si è mai stupito di una stupidaggine che viaggia sui social con una velocità assurda di persona in persona?
Chi di noi non ha mai messo un like o condiviso un contenuto che ci interessasse in prima persona?
Chi di noi non ha mai condiviso un contenuto di un personaggio famoso?
Chi di noi non ha condiviso un contenuto i cui valori fossero vicini ai nostri?
Chi di noi non ha mai condiviso un contenuto che credeva potesse portare una certa utilità a qualcun altro?

Allora il marketing virale funziona? 

Dipende dai casi e da quali sono gli obiettivi di comunicazione e di marketing.

Di certo è molto più semplice rendere virale un'informazione che un prodotto o servizio. Ciò non significa che è impossibile rendere virali alcuni prodotti, sto solo dicendo che ci sono prodotti che sono nati per essere virali (vedi il food) e altri che proprio non sono portati.

Per fare un esempio di uno dei prodotti più virali degli ultimi dieci anni voglio parlare del Movimento 5 Stelle.

Il Movimento 5 Stelle è un movimento politico ideato dal comico Beppe Grillo e il noto manager, deceduto un po' di tempo fa, Roberto Casaleggio, proprietario dell'omonima Casaleggio Associati, azienda che si occupa da anni di comunicazione e business e che ogni anno rilascia un'approfondita ricerca sui dati inerenti lo stato dell'E-commerce mondiale. 

Il Movimento 5 Stelle è stato ideato seguendo le stesse logiche che si seguono quando si vuole lanciare una nuova azienda sul mercato. 

L'obiettivo principale era quello di creare una forza politica che potesse competere con le altre in campo senza utilizzare né fondi né finanziamenti pubblici.

Per fare questo l'accoppiata Casaleggio/Grillo ha definito dapprima il target a cui rivolgere la loro comunicazione, poi hanno definito gli obiettivi che erano quelli di competere in pochi anni con i partiti italiani con il maggior consenso e, intorno a tutto questo, hanno messo in campo una strategia virale capace di raggiungere risultati che all'inizio sembravano impossibili.

Innanzitutto si è data una precisa identità al partito che descrivo nelle prossime righe.
Grillo e Casaleggio avranno pensato una cosa del genere: "siamo il partito degli onesti, quelli che non lucrano dalla politica, quelli che non vivono di privilegi ma che rinunciano a metà del lauto stipendio da parlamentare,siamo quelli che vogliono togliere l'immunità parlamentare, siamo quelli che vogliono tagliare i privilegi alla casta politica e dare un reddito di cittadinanza a chi vive sotto la soglia di povertà, quelli che non prendono rimborsi elettorali, in una parola: siamo la voce del popolo stanco della politica dei corrotti!"

In quanto descritto sopra c'è una ricetta potentissima che ha fatto esplodere la viralità dei contenuti promossi dai vari esponenti del movimento: la vicinanza ai problemi più sentiti da una fascia di cittadini sempre più dimenticata dai partiti classici, la classe povera e dei giovani che ormai più che mai fatica a trovare lavoro!

A questo si è sommata l'immagine di un personaggio pubblico conosciutissimo come Beppe Grillo (influencer) a metà strada tra l'essere un Vip e un Guru dell'argomento "La Politica che non funziona".

Pensa che oggi nei suoi comizi dice "Tutto quello che oggi vi stiamo comunicando tramite il Movimento 5 Stelle ve lo dico da almeno 20 anni, con l'unica differenza che prima pagavate un biglietto per sentire tutte le porcate che i politici combinavano alle vostre spalle".

Il boom è stato quello di prendere gli argomenti da bar, quelli in cui si diceva che i politici erano corrotti e ladri e che i poveri sarebbero sempre rimasti indietro rispetto a chi girava intorno alla politica. È bastato fare leva sulla vicinanza ad un determinato argomento per far diventare il Movimento 5 Stelle il primo partito d'Italia alle elezioni del 2013.

Grillo e Casaleggio hanno fatto propri i problemi e le frustrazioni dei cittadini e li hanno sparati online, con il risultato che oggi il blog di Beppe Grillo (beppegrillo.it) è una tra i più letti in Europa (è nella top 10) e ogni informazione, che sia video, social post o articolo del blog, si propaga con una velocità assurda.

Il tutto senza aver mai speso 1 € in pubblicità di alcun tipo. Niente di niente, tutto totalmente a costo zero!

Questa è la forza del marketing virale.

In conclusione possiamo affermare che il marketing virale è uno strumento di marketing potentissimo ma che va usato solo quando una determinata situazione o prodotto lo rende utile.

Non vedo di buon occhio tutte quelle strategie di marketing basate soltanto su una logica di marketing virale, soprattutto quando i presupposti non ci sono.

Noi non siamo esperti di marketing virale ma tutti quello che ti fanno credere che tutto può essere reso virale da oggi è definitivamente smentito grazie a questo articolo!
Quando qualcuno ti propone del marketing virale, d'ora in poi, mostragli questo articolo. 

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